Al sole con la bimba

Al sole con la bimba, leggo seduto il quotidiano nel mattino della piazza principale.bimba a bordo
Ciao fratello!!
Il rito di approccio del venditore ambulante mi disturba la lettura.
Ciao, grazie…non mi occorre nulla“, rispondo riabbassando lo sguardo convinto di essermelo levato di torno.
Illusione. Insiste.
Non ho mangiato nulla oggi”, “prendi calze, accendini...”

Non mi serve niente, grazie“, ribadisco più severo incrociando il suo sguardo.
E’ un ragazzo, nero come il buio, due grandi labbra appaiate agli occhi tristi.
Non molla, continua a fissarmi. Ora mi è di fronte e mi nasconde il sole.
Continua e mentre parla si siede accanto.
Io non conosco mio padre e non sento mia madre da 3 mesi, devo fare ricarica telefono per sentirla ma ci vogliono almeno 15 euro“.
Ho un moto di fastidio che trattengo a stento.
Cazzo, prima i senegalesi non usavano questo espediente pietistico, erano più orgogliosi, non volevano nemmeno l’elemosina per toglierteli di torno. Si sono albanesizzati anche loro?
Eppoi  perchè mi dici queste balle?
Ma vai ai call center del centro e telefona da lì, non c’è bisogno che tu ricarichi il tuo cellulare.

Vabbè…, come ti chiami?”
Akim
E quanti anni hai, Akim?
Dix-huit ans“.

Abbiamo iniziato a parlare in francese, mi dice che sono bravo anche se son passati 25 anni dalla maturità.
E come ti trovi qui?
Tres bien” ma mentre lo dice gli occhi sono mesti.
E vuoi restare qui?
No, tra due anni voglio tornare a casa“.
Che domanda stupida, cosa mi aspettavo dicesse: “qui si sta benissimo e ci resterò per sempre?“.

Senti, facciamo così. Io ti do 10 euro PER TELEFONARE A TUA MAMMA, d’accordo?
Li prende e quasi non mi ringrazia.
Ma dimmi tu. Ho buttato dieci euro.

Aurevoir, grazie fratello.
Ciao, ciao…”

Ti ho detto di no! Basta! Hai già fatto due giri sulla giostra!
Altro! Altro!
Il pianto disperato mi costringe nuovamente ad interrompere la lettura mentre mia figlia miracolosamente continua a dormire nella carrozzina.

Cammina forse da un anno e la mamma è determinata a non cedere.
La sfida ormai è iniziata ed il bimbo non si tira indietro alzando i decibel della sua protesta: “ancora, ancora!“, sottolinea con pianto disperato.

Lui è seduto lì vicino, lo vede e lo chiama: “Vieni…perchè piangi?“.
Il piccolo gli si avvicina e trova rifugio nelle sue braccia.
Non piangere…non piangere ora“.
E’ un viziato, la vuole sempre vinta lui!“, ribadisce la mamma.
Fagli fare un altro giro sulla giostra!“, lui quasi la supplica.

Poi mette la mano nella tasca ed estrae una moneta da due euro: “ecco, andiamoci assieme“.

Li osservo mentre si avvicinano alla giostra:

la mamma,
il bambino
ed Akim che poggia la sua mercanzia per farlo salire a cavalcioni.

Ora sono di spalle,
ma sono certo che i suoi occhi sono luminosi come quelli del bimbo che ora gira sulla pista.

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